ALLA RISCOPERTA DELLE CONCE DI FOLIGNO – A CURA DEL DOTT. FRANCESCO MANIGRASSO

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In un tempo di intenso sviluppo, quale è stato il Basso Medioevo, le corporazioni e le occupazioni manufatturiere avevano un’importanza capitale per le città e la popolazione che le abitava.

A Foligno, gli statuti comunali del primo cinquantennio del Trecento dichiararono lecita l’attività conciaria, ma solamente lungo l’antico corso del fiume Topino, che scorreva da Porta Ancona a Porta Todi. Dalla lavorazione delle pelli, il quartiere assunse il nome con cui tuttora è conosciuto nel folignate: le Conce.

Tali luoghi, però, non erano destinati solamente al trattamento delle pelli animali, ospitando anche botteghe che producevano olio, grano, carta e canapa. Pertanto sotto agli archi delle Conce, potevano trovarsi cererie, saponerie, pellerie, tintorie.

Nel 1768 si ricordano in città tre concerie, mentre nel 1813 si risale a due concerie, in base ai documenti dell’archivio storico. Fuori città nel 1824 se ne annoverano almeno cinque.

Luogo a lungo abbandonato, con la riedizione, dal secondo Novecento, della Giostra della Quintana, le Conce sono state riscoperte e il loro portico è diventato la casa del Rione Spada.

Il rione prende nome dagli Spatari, antichi popoli, che avevano occupato la contrada ed edificato l’antica porta detta appunto Porta Spataria, presso la chiesa di San Giovanni dell’Acqua lungo il vecchio corso del fiume Topino.

DOTT. FRANCESCO MANIGRASSO