IL MEDIATORE FAMILIARE. CE NE PARLA LA DOTTORESSA LUANA TAMA’

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La dott.ssa Luana Tamà, nasce a Taormina nel 1980 e Barletta fa da sfondo ai primi 26 anni della sua vita. Dopo tre anni trascorsi in Alto Adige, si trasferisce in Umbria, dove attualmente vive. Laureata in Giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Bari. Mediatrice Familiare ad approccio pluralistico integrato, Gestalt Counselor, diplomata presso la sede Aspic (Scuola Superiore Europea di Counseling) di Perugia. Socia Asso. Mef (Associazione professionale iscritta nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico ex legge n. 4/2013) e socia REICO (Associazione professionale di Counseling).
CHI È IL MEDIATORE FAMILIARE?
In Italia la professione del Mediatore Familiare è compresa tra le professioni non organizzate in ordini e collegi, disciplinata dalla Legge n. 4/2013 e regolata dalla Norma UNI 11644/2016. Lo scopo di questa legge è far corrispondere alle professioni di cui sopra un protocollo che le renda riconoscibili anche dalla Comunità Europea. Tale professione è regolata da un codice di etica e deontologia professionale, che si esprime nel principio base di tutelare i mediandi e di non adottare misure lesive.
Il Mediatore Familiare è un professionista che lavora per il supporto della coppia. È una figura terza imparziale, con una formazione specifica, che interviene nei casi di cessazione di un rapporto di coppia costituta di fatto o di diritto, prima durante o dopo l’evento separativo, accompagnando le famiglie nel difficile e doloroso processo di separazione, gestendo i conflitti parentali e sostenendo la riorganizzazione delle relazioni familiari.
È una figura professionale che crede nell’ascolto, nel valore dell’empatia e del riconoscimento delle emozioni come strumenti per ripristinare armonia e gettare le basi per un dialogo costruttivo. Il Mediatore Familiare accoglie la coppia in un clima di fiducia e rispetto così da permettere di affrontare il dolore ed esprimere i propri bisogni e sentimenti. Solo in questo modo si può giungere ad un risultato che soddisfi tutti, tuteli i figli, qualora ce ne fossero, trasformi la rabbia e il rancore in rispetto e collaborazione, dando vita a nuovi orizzonti e nuove sfumature familiari.
“Solo il dolore che rimane bloccato è distruttivo: il dolore liberato, cui è stata concessa piena espressione, è creativo. Per liberare questo dolore, l’essere umano ha bisogno di un altro essere umano al quale possa rischiare di mostrarsi” (Schellenbaum, 2012).
A COSA SERVE LA MEDIAZIONE FAMILIARE? 
La Mediazione Familiare si pone l’obiettivo di rendere la coppia protagonista nella gestione del conflitto, accompagnandola nella ricerca di soluzioni creative e nell’interesse dei figli. Aiuta a metabolizzare i passaggi critici da un tipo di struttura familiare a un altro. La coppia sentimentale cessa, mentre non si può smettere di essere genitori. La mediazione ha come obiettivo sostenere i mediandi nel passaggio da coppia sentimentale a coppia genitoriale.
Il percorso di Mediazione Familiare è un percorso breve, articolato in circa 12/14 incontri e conduce alla stesura di un accordo, a tutela dei figli e di una genitorialità condivisa e responsabile. Per la maggior parte delle coppie trattare e negoziare con l’ex coniuge/compagno significa concludere l’accordo migliore per sé e vincere sull’altro. Nel percorso di mediazione avviene il riconoscimento dei bisogni reciproci e da quelli si parte per arrivare a un punto d’incontro.
L’accordo, infatti, non è il risultato di un compromesso, ma rappresenta il cambiamento relazionale dei due protagonisti. Nella Mediazione Familiare non esiste un vincitore e un vinto…si vince insieme!
Dott.ssa Luana Tama’