L’ETA’ – PARTE SECONDA – A CURA DEL DOTT. MORENO FINAMONTI

0
379

L’INVECCHIAMENTO

L’invecchiamento è la somma di tutte le modificazioni biologiche e psicologiche che accompagnano l’individuo lungo il cammino della sua vita, caratterizzata dall’inesorabile passare degli anni, con le conseguenti ricadute sulla sua efficienza e sulla sua capacità di adattamento psico-fisico. In quest’ottica, l’invecchiamento non è altro che il progressivo deterioramento delle capacità omeostatiche.

Il processo di invecchiamento presenta anche un’importante variabile: l’integrità degli organi vitali. Occorre pertanto distinguere un invecchiamento fisiologico e un invecchiamento patologico. Il primo è dato dall’assoluta sincronia delle modificazioni degli apparati dell’organismo umano; il secondo è indotto dall’evidenziarsi di una qualche insufficienza funzionale di uno specifico organo o apparato. In tal senso la speranza di vita individuale è correlata alla capacità di preservare la “salute” dei propri organi ed apparati, al fine di incorrere il più tardi possibile nell’insufficienza funzionale di un organo vitale.

Proprio in quest’ottica, considerando la “salute” come l’integrità strutturale e funzionale di ogni sistema, apparato ed organo, la malattia diventa una causa importante di invecchiamento accelerato. C’è in effetti una reciproca interferenza tra invecchiamento e malattia, poiché il fatto patologico interviene accelerando l’invecchiamento e quest’ultimo, a sua volta, predispone più facilmente a certe malattie, abbassando la “soglia di morbilità” nel soggetto in corso di senilizzazione.

L’INVECCHIAMENTO DEGLI ORGANI INTERNI

Non c’è sempre sincronia nel progressivo decadimento dell’attività funzionale dei propri organi ed apparati. È come dire che ciascun sistema organico può andare incontro ad un processo d’invecchiamento differente, in un generale invecchiamento dell’organismo nella sua totalità. Vediamo quali sono le modificazioni correlate all’età che possono verificarsi nei principali organi del nostro corpo.

  • apparato cardio-vascolare: la parete delle arterie manifesta un crescente indurimento ed una parallela diminuzione dell’originaria elasticità.

  • sistema nervoso: a differenza del cuore, che col trascorrere degli anni vede incrementato il proprio peso, nel caso del cervello, il suo peso diminuisce progressivamente con l’età.

  • polmoni: minore elasticità del polmone e diminuzione temporale del numero degli alveoli comportano una diminuzione della superficie totale di scambio respiratorio, con conseguente minor efficienza degli scambi ossigeno- anidride carbonica.

  • fegato: si assiste ad una progressiva diminuzione del suo peso, parallelamente si osserva spesso un infarcimento grasso del fegato, considerata una specie di malattia del benessere.

  • apparati ed organi sensoriali: nell’occhio il calo del visus inizia intorno ai quarant’anni, presentando spesso un’intrinseca accelerazione dopo i sessanta, con danni alla retina o al cristallino; nell’orecchio invece, la diminuzione delle percezioni inizia ad accentuarsi dai 60-65 anni.

L’INVECCHIAMENTO CEREBRALE

Il cervello più lavora e più si mantiene in salute. Occorre pertanto imporre al cervello di lavorare per contrastarne l’invecchiamento. Si è evidenziato come anche un soggetto di età cronologica avanzata conserva la possibilità di sviluppare nuove connessioni.

Lo stesso apprendimento è correlato alla possibilità di creare nel cervello nuovi circuiti elettrici e poiché tale possibilità non si affievolisce con il trascorrere degli anni, ecco che si possono acquisire nuove nozioni perfino oltre gli 80-90 anni.

Una concausa dell’invecchiamento cerebrale è però data dalla cattiva circolazione e dalla presenza di depositi di colesterolo all’interno dei vasi destinati al rifornimento di ossigeno e di altre sostanze, indispensabili per il corretto ed ottimale funzionamento del sistema nervoso centrale. Per questo bisogna proteggere il cervello dal fenomeno patologico noto con il termine di arteriosclerosi. Quest’ultima rende dure ed anelastiche le arterie cerebrali e la circolazione ne resta compromessa con conseguente cattiva ossigenazione e nutrizione delle cellule neuronali. Contrastare il processo arteriosclerotico è quindi salutare non solo per il funzionamento dell’apparato cardio-vascolare in sé e per sé, ma anche e soprattutto per rallentare il deterioramento funzionale del cervello stesso.

DOTT. MORENO FINAMONTI