L’ORATORIO DEL CROCEFISSO: GIOIELLO BAROCCO DELLA CITTA’ DI FOLIGNO

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Tra il tempio laico di Palazzo Candiotti, sede centrale e museo della Quintana, e l’auditorium di San Domenico, un tempo importante luogo religioso della città di Foligno, sorge l’Oratorio del Crocifisso.

È un caso della storia (recente) che la figura eponima del Cristo crocifisso sia proprio a metà strada fra due luoghi importanti e frequentati della città, come se, anche urbanisticamente, il figlio di Dio assolvesse al suo ruolo di chiave di volta dell’umanità, di redenzione per un passato peccaminoso e di salvezza per un futuro glorioso.

La vicenda costruttiva dell’Oratorio è ben conosciuta e si articola in tre fasi: la prima databile intorno alla fine del Cinquecento, in cui sorse la struttura vera e propria, coperta, nella prima parte, da una volta a cassettoni lignei; la seconda del 1643 con l’erezione della cupola centrale sotto la direzione del capomastro Francesco Catenacci; l’ultima del 1702 con la copertura della zona absidale con una volta a botte cassettonata e le successive decorazioni.

Gioello del Barocco folignate, l’edificio vanta al proprio interno un importante affresco di Noel Quillerier del 1626, raffigurante Sant’Elena e l’invenzione della Croce, un Crocifisso ligneo di ottima fattura e una decorazione a tempera con rappresentato Cristo risorto, cherubini e serafini di Giovanni Battista Michelini del 1672. Le decorazioni sono state realizzate intorno al 1706, compresa anche la macchina d’altare, intagliata e dorata da Antonio Calcioni, con l’immagine del Santissimo Crocifisso, accompagnato ai lati dalla Vergine e San Giovanni.

Per tutti i cittadini folignati, per i turisti, passanti o semplicemente per gli amanti delle cose belle, l’oratorio del Crocefisso è una tappa obbligatoria.