LEOPARDI, ROMEO E GIULIETTA – A CURA DI FRANCESCA MALAGOLI

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Giacomo Leopardi 1798-1837, Recanati.

Poeta esponente del romanticismo e conosciuto per il suo pessimismo cosmico.

William Shakespeare 1564-1616, Regno Unito.

Drammaturgo e poeta inglese, eccellente sia nella commedia che nella tragedia, autore di Romeo e Giulietta.

Leggendo alcune frasi famose di Leopardi inerenti alla sua idea di ‘amore’, si trovano forti ed espliciti riferimenti a quello che è successo a Romeo e Giulietta e al loro crudele destino.

Leopardi con questa frase rappresenta la possibilità con cui Romeo nell’ultimo istante della sua vita, non suicidandosi, avrebbe potuto cambiare il proprio destino e quello della sua amata, se avesse saputo che Giulietta era solo apparentemente morta.

Nella frase sottostante viene implicitamente descritto il dramma della storia d’amore e della lotta tra le rispettive famiglie di Romeo e Giulietta.

Nonostante la storia non fosse vissuta con quieta e dolce malinconia, Romeo in ultima istanza, non conoscendo tutta la verità:

in primis ha realizzato di trovarsi di fronte a una tragedia e ha pensato di non poter sopravvivere senza la sua amata Giulietta, in un secondo momento con lucidità ha deciso di porre fine alla tormentata sofferenza, causata paradossalmente dall’amore, rassegnandosi così alla sventura e compiendo un gesto estremo quale il suicidio, non sapendo di aver creato  egli stesso il dramma del tutto inaspettato.

Sia Shakespeare che Leopardi sono tormentati dall’idea che la morte sia l’unico vero rimedio al dolore.

Il  desiderio di porre fine ai propri giorni nasce nei personaggi di Romeo e Giulietta, che vengono tormentati dalle sofferenze dell’esistenza, sofferenze causate dal loro amore e che trovano sollievo proprio con il suicidio della celebre coppia di amanti.

Sollievo dato dalla morte dei due amanti, che peraltro pone fine alla sofferente alla lotta tra le famiglie dei rispettivi Capuleti e Montecchi.

Francesca Malagoli

FRANCESCA MALAGOLI