SETTIMIO IL CALZOLAIO DI S.ERACLIO

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Entro nella bottega di SETTIMIO: è un piccolo locale  proprio di fronte alla Parrocchia di S. Pietro Apostolico a S. Eraclio, dove pare che il tempo si sia fermato. Mi siedo di fronte a lui e gli chiedo se puo’ risuolarmi un paio di stivali. Settimio è un uomo garbato,  gentile, di poche parole, prende i miei stivali e mi spiega il lavoro che dovra’ fare e cosi’ approfitto per scambiare due parole con lui. Settimio ti va di raccontarmi la tua storia? Lui mi guarda stupito, un po’ impacciato, li’ per li’ non comprende il mio interesse, ma basta qualche battuta scherzosa e comincia ad aprirsi. Quando hai cominciato a fare questo lavoro?” Facevo la quinta elementare e quando finivo la scuola andavo ad imparare il mestiere, perchè una volta c’erano tanti calzolai, i soldi erano pochi e le scarpe si riparavano, non si buttavano”; cosi inizia a rispondermi Settimio, oggi ottantenne, settimo di nove figli, di origini trevane, il quale ,una volta imparato il mestiere decide, ben quarantadue anni fa, di aprire una bottega a Foligno, una citta’ piu’ grande, dove maggiori erano le possibilità di lavoro. Mentre parliamo osservo incantata i suoi strumenti: esemplari meravigliosi di tecnologia passata, perfettamente funzionanti  che sanno di vita vissuta; quei macchinari che servivano ad aiutare la mano dell’uomo e non a sostituirla.Le mani di Settimio sono abili, sapienti, ogni passaggio avviene manualmente ed i suoi lavori sono sempre ben fatti.  Hai contato quante scarpe hai riparato nella tua vita?”Non saprei ma sicuramente tante! Ho iniziato a fare il mestiere di calzolaio per mantenere la mia famiglia ed ancora continuo ma non so per quanto… finchè Dio vuole e mi da la salute ed una buona vista “. C’e’ un velo di tristezza pero’ nelle sue ultime parole. Per Settimio questo mestiere non è solo “pane” ma una grande  passione, è tutta la sua vita: lui è uno degli ultimi veri artigiani degni di questo appellativo. Lo potete trovare sempre al suo posto, puntuale, seduto dietro al  bancone mentre è intento a lavorare. La sua lista clienti e’ scritta sotto la suola di ogni scarpa da riparare e non in una cartella memorizzata su un pc. Saluto Settimio che mi dice quando poter tornare a ritirare i miei stivali. Mi hai detto di essere timido, ma la tua semplice storia è troppo bella e meritava di essere scritta! Ciao Settimio  buon lavoro!

Un’altra bella storia che ci parla del preziosissimo tessuto artigianale che la nostra città puo’ ancora vantare.