ARTEMIS e SOVRAPPOPOLAZIONE

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L’avvocato Luigi Sarzani  ci regala un’altra sua acuta disamina.

Artemis 1 e sovrappopolazione: curiosi collegamenti

Oltre al perdurante conflitto bellico tra Ucraina e Russia, tra i temi che, senza dubbio, sono attualmente più caldi per il mondo spicca la missione spaziale della Nasa “Artemis 1” e la quota di 8 (diconsi otto!) mld di persone a spasso per il globo.

Difficile, a prima vista, scorgere collegamenti tra i due. Più mi arrovello a trovarne meno riesco; inutile leggere articoli specifici. Sto per gettare la spugna: in fondo, non è certo regola fissa e immutabile che, anche tra i temi più disparati, si possa/debba comunque rintracciare un legame, un filo conduttore in grado di guidare l’analisi critica da uno all’altro. Nella sconfitta ora descritta, che mi accingo a fronteggiare, per fortuna soccorre in aiuto, in modo consolatorio, una vecchia massima latina, la quale recita che al di là delle proprie possibilità, nessuno è tenuto ad andare (Ultra posse nemo obligatur. Perdonerà il lettore il piccolo peccatuccio di frivolo compiacimento appena commesso nel citare il brocardo in lingua originale ma, si sa, la vanità è femmina però qualche volta indossa i pantaloni).

Avendo messo troppo sotto sforzo il cervello, organo del quale occorre che preservi le quattro connessioni neuroniche che lo popolano, decido di collegarmi a Facebook. Ed ecco che, inaspettato ma non sorprendente, giunge un assist al bacio. È un utente del social network indicato, di quelli svegli, forse laureato all’università di Google-Dipartimento di Wikipedia, la chiave per risolvere il dilemma.

Rintraccio un post illuminante, di tale A.D.T. che, a proposito della navicella Orion, se ne esce con “La solita “scatoletta” un po’ più moderna (di poco) di 50 anni fa. Nasa, budget mostruosi….risultati mediocri”. Inoltre, in risposta a un commento ironico ricevuto, il Nostro la definisce “supposta spaziale”.

Compreso? Era semplicissimo ed era proprio sotto gli occhi: siamo troppi. Davvero troppi. Troppi, senza speranza.

Nulla di più: una sonda spaziale alla base di un progetto scientifico straordinario viene etichettata “scatoletta” e “supposta spaziale”; alla Nasa che la progetta, in modo tranciante, sono attribuiti “risultati mediocri”. Chi si pronuncia in tal modo? Carlo Rovelli? No. Sachiko Tsuruta? No. Un utente medio di Facebook? Si.

Per farci capire che la Terra non può permettersi 8 mld di abitanti non servono studi complicatissimi, analisi, dati, summit, appelli allo sfruttamento intelligente e accorto delle risorse ecc…, basta una supposta spaziale che orbita lassù, ivi spedita da un Ente che di budget ne ha uno enorme ma, quanto a risultati, neanche a parlarne. L’utente medio di FB si è pronunciato; ipse dixit!

Gli alieni non ci invadono perché ci schifano.

Luigi Sarzani