INTERVISTA AL PRESIDENTE DI LEGAMBIENTE FOLIGNO, MARCO NOVELLI

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Abbiamo appena attraversato una delle estati più siccitose degli ultimi decenni. Come spesso accade, ci rendiamo conto delle nostre ricchezze solo quando rischiamo di perderle e la mancanza di piogge di questo 2022 ci ha ricordato l’importanza delle nostre risorse idriche e la necessità inappellabile di proteggerle e di utilizzarle al meglio.

Abbiamo sentito a questo proposito Marco Novelli, presidente di Legambiente Foligno.

“Legambiente – ha spiegato Novelli – ha come propria missione quella di monitorare la situazione ambientale del territorio, occupandosi delle sue macrodivisioni – terra, acqua e aria – e di promuovere tutte le iniziative e le azioni possibili per tutelare le nostre risorse. Per quanto riguarda il problema idrico del territorio di Foligno, possiamo affermare che la carenza di piogge di questo 2022 rappresenta senza ombra di dubbio un problema. E’ altrettanto vero però che il riscaldamento climatico globale non è l’unico fattore all’origine della crisi idrica attuale del nostro territorio e che già negli anni passati il Topino ha sofferto di una grave carenza d’acqua. E questo a causa di un evidente malagestione”.

Cosa intende quando parla di malagestione?

“Il problema è che la risorsa acqua è stata gestita in maniera sbagliata, come fosse infinita. Ma non è così. La verità è che con gli strumenti e le tecnologie a nostra disposizione avremmo potuto evitare di arrivare all’emergenza, ma non lo abbiamo fatto. Il Topino soffre di una cronica malagestione. Ed è su questo che possiamo e dobbiamo agire”.

Potrebbe scendere più nello specifico?

“Partiamo da un dato di fatto: il Topino dà da bere a ben 7 grandi comuni del calibro di Assisi, Bastia, Magione, Perugia e via dicendo. Il fiume viene inoltre utilizzato per scopi irrigui. Le concessioni dovrebbero essere riviste, razionalizzate. Serve un piano regionale che regolarizzi l’uso dell’acqua in agricoltura e non solo. Bisognerebbe poi aiutare i contadini ad andare verso pratiche agricole più sostenibili”.

Ad occhio nudo sembrerebbe che il Menotre ed altri corsi d’Acqua non abbiano sofferto della siccità, il Topino invece… La diga di Acciano non riesce a reintegrare il suo flusso nei mesi di magra?

“La diga è stata utilizzata male e a singhiozzo, da molto tempo è in situazione di pseudo collaudo. La Regione sta predisponendo una serie di acquedotti che sfruttano altre dighe, tra cui la diga del Chiascio, questa potrebbe essere un’alternativa”.

Le parole stanno a zero, servono quindi azioni concrete. Avete intrapreso qualche iniziativa in proposito?

“A fine giugno, come Legambiente Foligno, abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, al Ministero dell’Ambiente, alla Corte dei Conti e al Noe dei Carabinieri.
Nell’esposto sottolineiamo come i rilievi delle portate effettuate da Legambiente Umbria, con il supporto tecnico e scientifico del Dcbb dell’Università di Perugia, presso la stazione Bevagna, hanno evidenziato una carenza severa di acque superficiali del fiume Topino che presuppone l’assenza del minimo vitale, stabilito secondo il Piano di tutela delle acque, in 790 litri al secondo. Le rilevazioni del 13 luglio 2020, del 4 agosto 2020 e del 5 agosto 2021 hanno rispettivamente dato i risultati di 171 litri al secondo, 100 litri al secondo e 422 litri al secondo. La portata rilevata rappresenta quindi un indicatore di forte criticità che pregiudica la stessa vita del fiume e dell’ecosistema”.

Cosa chiedete nello specifico alla magistratura?

“Nell’esposto chiediamo di verificare se i prelievi alle sorgenti, ma anche nel corso del deflusso del fiume, siano superiori a quanto disposto dal dpr 1771/55 e comunque tali da non rispettare il flusso minimo vitale del corso d’acqua. Chiediamo poi di analizzare quanto il mancato reintegro della portata del Topino nei periodi di magra potrebbe determinare il venir meno del flusso minimo vitale disposto dalle norme di salvaguardia ambientale, con conseguente grave compromissione del sistema idrico del Topino stesso. Quindi, come Legambiente, abbiamo chiesto di dare il via ad indagini per valutare la sussistenza di eventuali estremi penalmente rilevanti e di individuare i soggetti ritenuti responsabili al fine di procedere nei loro confronti”.

L’esposto è stato trasmesso anche al Ministero dell’Ambiente…

“Certo, chiediamo infatti che vengano effettuati tutti i necessari controlli in riferimento ai prelievi effettivamente attuati, in spregio dei limiti concessori quindi chiediamo di verificare se viene garantito il minimo deflusso vitale per l’equilibrio del bacino idrico”.
Immagino che l’esposto alla Corte dei Conti riguardi l’utilizzo, o meglio il mancato utilizzo della diga?
“Sì, chiediamo di accertare se possano esserci danni erariali, considerato che l’opera di reintegro prevista dalla legge non ha mai funzionato correttamente, se non per pochi anni, con conseguente importante ed inutile dispendio di risorse pubbliche”.

Insomma, la battaglia è appena cominciata…

“Sì e vogliamo andare avanti fino in fondo, anche perché la popolazione ci chiede aiuto e sostegno. A questo proposito abbiamo in programma una raccolta firme da integrare all’esposto. L’acqua è un bene troppo prezioso… non ci fermeremo!”.

Francesca De Martino 

edito: Dott. Francesco Manigrasso